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Articoli filtrati per data: Giugno 2020 - Mutuetto
Martedì, 16 Giugno 2020 13:28

Quali spese posso detrarre del mutuo?

Quante volte mi fanno questa domanda al giorno?

"Mutuetto, quali sono le spese che posso portare in detrazione quando presento il 730 ad agenzia delle entrate?

Quante volte ho dovuto rispondere?

Bello de casa, se hai sottoscritto un mutuo con me lo sai e se non l'hai fatto, sallo: procedere all’acquisto di un immobile, è un’operazione che porta con sé tutta una serie di costi, tipo:

➡️le spese di istruttoria della pratica con cui la banca verifica la possibilità di concedere o meno il finanziamento;

➡️ le spese di perizia effettuate da tecnici sull’immobile da acquistare per determinarne il valore di mercato effettivo

➡️ le spese notarili relative alla stipula del contratto di mutuo;

➡️ la commissione che viene richiesta dagli istituti di credito per l’attività di intermediazione, i costi assicurativi, l’eventuale penalità per anticipata estinzione del mutuo, le spese amministrative e per la riscossione delle rate, gli oneri fiscali e così via.

So detraibili? ? ?

La legge (art. 15, comma 1-ter, TUIR) prevede la detrazione dall’IRPEF di un importo pari al 19% degli interessi passivi pagati in dipendenza di mutui ipotecari per l’acquisto, la ristrutturazione e la costruzione dell’unità immobiliare da adibire ad abitazione principale, per un ammontare complessivo non superiore a euro 2.582,28.

 Riassumendo cosa si può detrarre?

➡️ gli oneri fiscali (compresa l’imposta per l’iscrizione o la cancellazione di ipoteca e l’imposta sostitutiva sul capitale prestato);

➡️ l’intero importo delle maggiori somme corrisposte a causa delle variazioni del cambio di valuta relative a mutui stipulati in altra valuta;

➡️ la commissione spettante agli istituti di credito per la loro attività di intermediazione;

➡️ la cosiddetta “provvigione” per scarto rateizzato nei mutui in contanti, le spese di istruttoria e le spese di perizia tecnica.

 

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VCA, CHE SAREBBE?

 

Visura catastale aggiornata, è un documento rilasciato dal catasto urbano dei fabbricati dove ci sono tutti i dati catastali che servono al riconoscimento univoco dell’immobile.

 

Foglio, Particella, sub, ma che sò, se magnano?

 

Ma come si legge?

A cosa sono riferiti quei dati?

 

Facciamoci aiutare dal sito dell’Agenzia delle Entrate e facciamo chiarezza con la nostra traduzione.



 

Identificativi catastali di un bene immobile

Per effettuare la ricerca di un immobile all’interno degli archivi nazionali occorre indicare gli identificativi catastali dello stesso. Di seguito sono riportate alcune precisazioni in merito al loro uso e significato

  • Comune catastale: generalmente, per ciascun Comune, il confine territoriale individuato catastalmente è coincidente con il corrispondente confine amministrativo comunale. L’utente può quindi fare riferimento alla denominazione del Comune amministrativo. Il dato è sempre obbligatorio. In generale, il codice comune è composto da 4 caratteri coincidenti con quelli che compaiono nel codice fiscale dal 12° al 15° carattere. In alcune realtà territoriali, per mancata esecuzione di variazione degli atti catastali a seguito della modifica dei confini tra Comuni, ovvero istituzione di nuovi Comuni, l’utente si trova nella necessità di indicare il comune catastale di riferimento. Al riguardo è possibile controllare lo stato di allineamento degli archivi catastali alle nuove realtà amministrative (c.d. "variazione circoscrizionale") utilizzando il servizio online Consultazione Archivio Comuni e Stati Esteri.

 Abbastanza semplice, il comune catastale di norma coincide con il territorio del comune dove si trova la casa, nel nostro caso da Romani Orgogliosi H501

  • Sezione amministrativa (per il solo Catasto fabbricati): suddivisione del territorio del Comune catastale presente solo in alcuni contesti territoriali e quindi in generale non richiesta. E’ ordinariamente è identificata da una lettera. Laddove presente, il dato è necessario per l’identificazione catastale dell’immobile.

 

  • Sezione censuaria (per il solo Catasto terreni): suddivisione del territorio del Comune catastale presente solo in alcuni Comuni e quindi in generale non richiesta. E’ ordinariamente identificata da una lettera. Laddove presente, il dato è necessario per l’identificazione catastale dell’immobile.

 

  • Sezione urbana (per il solo Catasto fabbricati): ): ulteriore suddivisione del territorio comunale presente, indipendentemente dall’esistenza della sezione amministrativa, solo in alcuni Comuni e quindi in generale non è richiesta,. E’ ordinariamente identificata da una denominazione di massimo tre caratteri. Per quanto il dato sia necessario se presente nell’identificativo catastale dell’immobile ricercato, il servizio di interrogazione online assiste l’utente, fornendo l’elenco dei beni che risponde ai dati parziali forniti e dal quale selezionare quello di specifico interesse.

 

  • Foglio: porzione di territorio comunale che il catasto rappresenta nelle proprie mappe cartografiche. Il dato è sempre obbligatorio.

Il foglio per un comune come Roma può essere assimilato ad un municipio, in realtà è un pochino più piccolo.

  • Particella: è detta anche mappale o numero di mappa, rappresenta all’interno del foglio, una porzione di terreno, o il fabbricato e l'eventuale area di pertinenza, e viene contrassegnata, tranne rare eccezioni, da un numero. Il dato è sempre obbligatorio.

La particella invece rappresenta più propriamente il nostro palazzo o il comprensorio dove viviamo.

  • Denominatore: dato eventualmente presente solo per immobili che appartengono al Catasto fondiario (province di Trieste e Gorizia e porzioni di quelle di Udine e Belluno).

 

  • Subalterno: per il Catasto dei Fabbricati, dove presente, identifica la singola unità immobiliare esistente su una particella. L’unità immobiliare urbana è l’elemento minimo inventariabile che ha autonomia reddituale e funzionale. Generalmente, nell’ipotesi di un intero fabbricato, ciascuna unità immobiliare è identificata da un proprio subalterno. Qualora il fabbricato sia costituito da un’unica unità immobiliare il subalterno potrebbe essere assente. Il dato, qualora esistente, è necessario per l’univoca identificazione della singola unità immobiliare; diversamente, il sistema produrrà l’elenco delle unità immobiliari urbane aventi stessa particella al fine della loro successiva selezione singola. Per il Catasto dei Terreni, dove presente essenzialmente si riferisce ai fabbricati ex rurali.

Il subalterno normalmente chiamato sub si riferisce proprio al nostro appartamento, se un appartamento viene diviso in 2 genera altri 2 sub, come una specie di albero genealogico.

 

Inoltre nella visura catastale vengono riportati gli estremi del proprietario e le quote; ad esempio una casa intestata a moglie e marito vedrà riportati entrambi i nominativi e le relative quote espresse in frazioni.

 

Attenzione, il catasto non è probatorio e non fa fede sui nominativi e la metratura in quanto spesso questi dati non sono aggiornati, ma fa fede come FOGLIO PARTICELLA E SUBALTERNO oltre che la rendita catastale che è un coefficiente con il quale di può calcolare il valore catastale sul quale pagare le imposte in caso di acquisto .

 

Dati sugli immobili censiti al Catasto dei Fabbricati

  • Indirizzo: ubicazione dell’immobile, comprensiva del numero civico, scala, piano e interno dell’unità immobiliare.

Qui indovinamo facile, l’indirizzo è facile

 

  • Zona censuaria: porzione omogenea di territorio comunale (ordinariamente è una sola per i Comuni medio piccoli e più di una per le città più grandi), nell’ambito della quale la redditività dei fabbricati è da considerarsi uniforme. Può comprendere un solo Comune o una porzione del medesimo, con caratteristiche ambientali e socioeconomiche simili. Per ogni zona censuaria esiste uno specifico “quadro tariffario” consultabile presso l'ufficio provinciale - Territorio dell’Agenzia.

 

  • Categoria: tipologia delle unità immobiliari, presenti nella zona censuaria, differente per le caratteristiche intrinseche che ne determinano la destinazione ordinaria e permanente.

La categoria ci fa capire se l’immobile è abitativo o no

  • Classe: parametro che identifica il grado di produttività delle unità immobiliari appartenenti alle categorie dei gruppi A, B e C. Viene indicata con ‘U’ (unica) in assenza di una ripartizione in classi della categoria (ciò, in quanto, la redditività è omogenea all’interno del Comune o della zona censuaria) ovvero con i numeri da ‘1’a ‘n’ al crescere della redditività.

 

  • Consistenza: dimensione dell'unità immobiliare. Per le abitazioni e gli uffici (immobili della categoria A) è espressa in "vani". Per i negozi, i magazzini, le rimesse (immobili della categoria C) è espressa in metri quadrati. Per gli immobili a destinazione collettiva (ospedali, caserme, ecc.) è espressa in metri cubi. Per gli immobili appartenenti alle categorie speciali dei gruppi D ed E non viene indicata la consistenza catastale.

Nella consistenza vengono indicati i vani dell’immobile

  • Rendita: per le unità immobiliari appartenenti alle categorie dei gruppi A, B e C, la rendita catastale è determinata moltiplicando la consistenza per la tariffa unitaria specifica per Comune, zona censuaria e corrispondente alla categoria e classe. Per le unità immobiliari appartenenti ai gruppi delle categorie D ed E la rendita è determinata attraverso stima diretta.

 La rendita serve per farci pagare tasse ed imposte

 

ADESSO PASSIAMO ALLA PLANIMETRIA



Nella parte superiore vengono descritti i dati catastali per identificare l’immobile, comune foglio particella e subalterno ed a quando è aggiornato il disegno, ovvero la data dell’ultimo deposito da parte di un tecnico.

 

Nella parte centrale viene mostrato piano, interno e disegno della casa in scala.

 

Questa per noi è una parte essenziale in quanto in sede di stipula del  contratto di compravendita il Notaio ci chiederà se il disegno della casa rispecchia la conformazione reale della casa.

 

Eventuali difformità devono essere sistemate prima della stipula, ovvero qualora un muro dovesse essere spostato rispetto al disegno, o una finestra è stata chiusa, ci sono due strade, far ripresentare una nuova planimetria da un tecnico tramite una pratica urbanistica oppure ripristinare lo stato dei luoghi come da disegno.

 

Ti spiego in linguaggio semplice; se nella casa che hai visto sono stati spostati dei muri interni come ad esempio ampliare un bagno o una cameretta spostando di 10/20 centimetri un muro divisorio si può agire semplicemente con la pratica urbanistica, mentre se si è chiusa una veranda o un balcone è cambiata la cubatura rispetto al permesso di costruzione e la pratica potrebbe essere rigettata dal comune competente.

Quindi vanno ripristinati i luoghi come da disegno.

 

Fai molta attenzione a chi tratta questo argomento con leggerezza perchè alcuni abusi sfociano nel penale e se in sede di stipula dal notaio tu certifichi lo stato dei luoghi, qualora dovesse avvenire un controllo successivo ne saresti il responsabile.

Per evitare ogni problema sai benissimo cosa devi fare e chi chiamare, Mutuetto tuo!

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Hai mai avuto la tentazione di richiedere un mutuo più alto del prezzo della casa?

 

A Roma li chiamiamo i FACILONI, sono quelli che pur di venderti una casa difficilmente piazzabile sul mercato ti dicono:” Non hai soldi per l’anticipo? Nun te preoccupà, diciamo al venditore di mettere 30 mila euro sul dichiarato in atto, damo una mazzetta al perito per fargli alzare il valore e tu ti ritrovi dentro casa nuova senza cacciare un euro, anzi ti avanza qualcosa per andare in vacanza.” 

 

Sarebbe una bella storia e purtroppo in passato in tanti ci hanno provato, ma lo sai che de reati ne commetti parecchi?

 

 

Ma tu, cerchi di comprare casa o vuoi andare a dormire a spese dello stato?

 

Dichiarare al notaio un prezzo “gonfiato” per ottenere dalla banca un mutuo di importo maggiore, mostrando al notaio assegni che non vengono incassati o i cui importi vengono restituiti dopo l’incasso, costituisce un duplice reato:

- falsa dichiarazione in atto pubblico (fino a 2 anni di reclusione);

- truffa nei confronti della banca (fino a 3 anni di reclusione).

Ai reati si aggiungono sanzioni amministrative fino a 10.000 euro e l’assoggettamento dell’atto ad accertamento di valore senza più la copertura della tassazione sul valore catastale.

Di tutto quanto sopra risponde non solo l’acquirente MA ANCHE IL VENDITORE.

(Da Corriere della Sera edizione di Milano del 10.6.2018)

 

Nun ce volemo aggiunge una corruzione per il perito?

E se te dicono che pure il direttore ce pja la stecca?

 

Grazie al cielo non sono un esperto di reati ma credo che quando si è più in più di tre o quattro possa scattare pure il reato in associazione.

 

Ti conviene correre tutti questi rischi per comprare una casetta?

 

Magari sceglila più piccina e fai tutto in modo regolare che una casa si compra per crearsi un rifugio sereno, non per rischiare la galera.

 

Dai retta a chi sta sul pezzo da 20 anni, affidati a professionisti seri che ti sanno guidare e se senti solo un accenno a certi argomenti scappa a gambe levate che a prescindere da questi episodi ci sono guai in vista per te.

Riempi il form e fissiamo un appuntamento

 

Quanto ti puoi fidare di personaggi del genere?

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Lunedì, 15 Giugno 2020 12:33

Come funziona la Caparra?

la caparra

La caparra, nel diritto civile, è una somma di denaro o una quantità d'altre cose fungibili versata a titolo di reciproca e mutuale garanzia contro l'inadempimento nel contratto oppure come corrispettivo per il caso di recesso dal contratto.

La sua funzione è infatti quella di prevedere una sorta di risarcimento immediato nel caso di inadempienza contrattuale e in caso di adempimento deve essere restituita o imputata alla prestazione dovuta.

Questa è la definizione che si trova su wikipedia, adesso approfondiamo il discorso e cerchiamo di capire quanti tipi di caparra esistono e semai le differenze.

Di norma su usa la caparra quando si acquista qualcosa che ha un prezzo importante ad esempio una macchina ed una casa e soprattutto non si debba pagare in unica soluzione, mai visto pagare caparre al supermercato per acquistare una caciotta.

Vediamo perchè la caparra è garanzia di entrambi gli attori in un affare,

Versando la caparra l’acquirente si impegna a concludere l’acquisto nei tempi e modi stabiliti dal contratto, qualora non rispettasse il contratto perderebbe l’intera somma depositata a titolo di caparra.

Il venditore che la riceve invece qualora decidesse di tirarsi indietro dovrebbe rimborsare la caparra stessa più una penale di uguale valore all’acquirente.

Infatti si parla in gergo di caparra doppia in caso di inadempienza.

In Italia sono regolamentati dal codice civile 2 tipi di caparra; la caparra confirmatoria e quella penitenziale.

La caparra confirmatoria, regolata dall'art. 1385 del codice civile, dice infatti il codice che «Se la parte che ha dato la caparra è inadempiente, l'altra può recedere dal contratto, ritenendo la caparra; se inadempiente è invece la parte che l'ha ricevuta, l'altra può recedere dal contratto ed esigere il doppio della caparra. 

Se però la parte che non è inadempiente preferisce domandare la esecuzione o la risoluzione del contratto, il risarcimento del danno è regolato dalle norme generali» 

Quindi traducendo in linguaggio potabile mutuettiano facciamo un esempio; Tizio intende acquistare casa di Caio e versa una caparra confirmatoria.

Tizio si tira indietro e Caio può decidere di tenersi la caparra o chiedere l’esecuzione del contratto, se Tizio conferma di non voler più comprare Caio può fare causa a Tizio chiedendo di essere risarcito ben oltre il doppio della caparra, lo stesso varrebbe se Caio si volesse ritirare versando il doppio della caparra a Tizio.

Tizio può fa causa a Caio e chiedere i danni maggiori.

Facciamo finta che Tizio versi 5000 euro di caparra e Caio ne versi 15000 per un altro contratto, in questo caso Caio potrebbe far causa per vedersi riconosciuto il danno ben superiore ai 5000 iniziali.

La caparra penitenziale, regolata dall'art. 1386 del codice civile, contiene in sé la funzione di corrispettivo del recesso. 

Dice infatti il codice che «Se nel contratto è stipulato il diritto di recesso per una o per entrambe le parti, la caparra ha la sola funzione di corrispettivo del recesso. In questo caso il recedente perde la caparra o deve restituire il doppio di quella che ha ricevuta.»

Il nome non deriva, come potrebbe sembrare, da una "pena" da scontare, bensì dallo ius poenitendi, diritto di pentirsi di aver sottoscritto il contratto, e configura il prezzo per l'esercizio di questo diritto.

Mi sembra evidente che, tornando al nostro mondo, se vogliamo depositare una caparra per un acquisto di immobile è meno rischioso per noi far emergere dal contratto che la nostra caparra sia versata a titolo PENITENZIALE e non confirmatorio, questo ci permetterà di slegarci dall’obbligazione con meno perdite qualora sopraggiunga un impedimento imprevisto per la conclusione dell’affare.

Caparra e diritto di recesso 

In materia di contratti a distanza o negoziati fuori dai locali commerciali e in cui una delle parti sia un consumatore, l'art. 67 del D.Lgs n. 206/2005 ("Codice del consumo") prevede che in caso di esercizio del diritto di recesso da parte del consumatore, il professionista sia tenuto al rimborso delle somme versate dal consumatore, ivi comprese le somme versate a titolo di caparra.

Aspetti fiscali

L'imputazione di una somma a titolo di caparra, anziché di acconto o anticipo, la sottrae all'imposizione IVA in quanto, per la prevalente funzione di garanzia contro l'inadempimento, non può considerarsi principio di pagamento. Il suo importo è quindi soggetto a fatturazione solo quando diverrà a tutti gli effetti parte del pagamento, quindi al buon fine del negozio.

Per questa ragione, l'utilizzo di termini come "anticipo" o simili può comportare differenze nell'interpretazione anche fiscale del contratto.

A questo punto sembra chiaro cosa sia e come funzionino le caparre.

ps; la fonte di questo articolo è wikipedia https://it.wikipedia.org/wiki/Caparra mentre le spiegazioni sono a cura di Mutuetto.it

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PRELIMINARE O COMPROMESSO

 

Dopo aver concluso la trattativa per l’acquisto della nostra casa tramite la proposta irrevocabile di acquisto spesso i clienti sono invitati a stipulare un contratto preliminare di compravendita anche chiamato compromesso.

 

Il sito del notariato ci spiega il Preliminare come segue:

 

Il contratto preliminare (anche detto compromesso) è un vero e proprio contratto che obbliga entrambe le parti alla stipula del contratto definitivo. 

Il preliminare deve indicare gli elementi principali della vendita quali il prezzo e la casa da acquistare, l'indirizzo e una precisa descrizione (piani, stanze etc.) con i dati del Catasto e la data del contratto definitivo. E’ opportuno, inoltre, definire tutti gli obblighi reciproci da adempiere prima della consegna dell’immobile. In caso di vendita di immobili in corso di costruzione sono previste dalla legge regole particolari per la redazione del contratto preliminare.  Non è obbligatorio che il contratto preliminare sia stipulato da un notaio, ma è comunque opportuno chiarire con il notaio quali sono gli obblighi da esso derivanti. 

In caso di:

  • acconti prezzo sostanziosi
  • tempi lunghi tra preliminare e definitivo
  • venditore soggetto fallibile

Per garantire la massima tutela al futuro acquirente è molto opportuno che il contratto preliminare sia stipulato dal notaio, mediante scrittura privata autenticata o atto pubblico, in modo che venga trascritto nei Registri Immobiliari. Nelle altre ipotesi, l’opportunità della trascrizione può essere valutata con l’assistenza del notaio.

La trascrizione vale come una vera e propria prenotazione dell’acquisto dell’immobile. Non è più soltanto un accordo privato tra acquirente e venditore, viene reso legalmente valido verso chiunque (tecnicamente è “opponibile nei confronti dei terzi”) e il venditore, di conseguenza, non potrà vendere l’immobile a qualcun altro, né concedere un’ipoteca sull’immobile, né costituire una servitù passiva o qualsiasi altro diritto pregiudizievole. Gli eventuali creditori del venditore non potranno iscrivere un’ipoteca sull’immobile promesso in vendita, né pignorarlo. Dal momento della trascrizione del contratto preliminare, l’immobile è “riservato” al futuro acquirente, e qualsiasi trascrizione o iscrizione non avrebbe effetto nei suoi confronti.

In sede di registrazione del contratto preliminare devono essere pagate le seguenti imposte che saranno poi recuperate in sede di stipula del definitivo:

  • 0,50% sulla caparra 
  • 3% delle somme pagate come acconto prezzo.

Ovviamente il Notariato consiglia di stipulare lo stesso presso lo studio del Notaio e con il suo ausilio, questo in linea di massima è anche il nostro orientamento specialmente perchè trascrivendo il preliminare in conservatoria ci tutela come acquirenti dall’insorgere di qualsiasi problema.

 

Di solito al preliminare si anticipano cifre importanti per una famiglia e pensiamo sia opportuno mettersi al riparo da eventuali richieste al venditore.

 

Col preliminare di acquisto, non viene trasferita la proprietà dell’immobile (che rimane per il momento del venditore), ma semplicemente si obbligano le parti l’una a vendere e l’altra ad acquistare il bene oggetto del contratto

 

Il contratto preliminare di compravendita immobiliare rientra nella tipologia – prevista dalla Legge – delle scritture private. 

 

Viene quindi stipulato da venditore e acquirente di comune accordo, senza l’obbligo di andare dal notaio se l’immobile oggetto del contratto è già costruito.

 

Se invece la casa è ancora in corso di costruzione la legge obbliga la figura del Notaio e la registrazione.

 

Se si procede come scrittura privata l’acquirente non è tutelato qualora insorgessero complicazioni come un ipoteca legale prima del rogito definitivo, spesso si usa quando nel giro di pochi giorni si va a stipulare l’atto di compravendita definitivo e quando le somme scambiate sono minime.

 

Ma andiamo a vedere come si compone un contratto preliminare di compravendita: lo abbiamo scaricato da un sito di una camera di commercio italiana.

 

Nella prima parte si inseriscono i dati dei venditori e degli acquirenti;






Poi si prosegue inserendo tutti i dati dell’immobile sia catastali che di conservatoria e la storia di come è pervenuto in proprietà al venditore, sia che lo abbia comprato sia che gli sia pervenuto come eredità ecc.

 

Poi nell’articolo secondo vengono elencate le garanzie del venditore sulla provenienza dell’immobile e gli eventuali impegni o pregiudizi che gravano sullo stesso.

Seguendo con la lettura del terzo articolo si passa alla regolarità urbanistica

 

e vengono citate le licenze di costruzione con eventuali permessi successivi di modifica.

 

Nel quarto articolo si definisce la data entro il quale deve essere rispettato il contratto .

 

Negli articoli quinto e sesto vengono specificati come avverranno i pagamenti e come verrà conteggiata la caparra.

 

Nel settimo articolo vengono specificati con quali mezzi sono stati e verranno effettuati i pagamenti nel rispetto delle varie normative anti riciclaggio ed elusione.

 

Si conclude il contratto con le clausole di riservatezza, foro competente e pagamento degli effetti del compromesso .

 

Siamo arrivati alle firme.

 

Dopo aver apposto le firme sul contratto preliminare potrai finalmente essere sereno che la casa può essere venduta solamente a te con tutte le pattuizioni del caso.

 

Non ci rimane che andare a stipulare il definitivo contratto di compravendita che si firmerà insieme a quello di mutuo qualora per acquistare casa ti servissero anche i soldi della banca.

 

Come vedi i passaggi per comprare la tua casa sono sicuramente tanti e le normative da conoscere superano sicuramente le scartoffie.


Il mio consiglio rimane sempre lo stesso, affidati ad un professionista che ti possa guidare, ma intanto leggendo quello che scrivo nel mio blog su www.mutuetto.it avrai imparato tanto .

daje va, riempi sto form ed affrontiamo assieme il tuo nuovo progetto di vita

 

 

 

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Domenica, 14 Giugno 2020 10:57

Assegno per la proposta mio sconosciuto

L’assegno della proposta di acquisto immobiliare



Come si riempie un assegno in caso di proposta immobiliare?

Hai visto la casa che ti piace ed il simpatico agente immobiliare ti ha dato appuntamento in agenzia per scrivere la proposta di acquisto, ti ha anche specificato di portare con te il libretto degli assegni, e moh, come se fa?

Se sei giovanissimo è molto probabile che non sai neanche cosa sia un assegno, che è un mezzo di pagamento molto in voga prima dell’avvento della multicanalità delle banche.

Caro il mio giovincello abituato a pagare con il tuo cellulare, devi sapere che quando ho compiuto 18 anni io ed ho aperto il primo conto bancario neanche esisteva il telefonino, nè tantomeno il bancomat o la carta di credito, l’unico modo per pagare una spesa impegnativa era staccare un assegno.

Adesso è relegato come forma di pagamento soprattutto tra i commercianti al minuto ed i grossisti o per fare una proposta di acquisto o locazione.

Si usa anche quando si rogita dal Notaio, ma li la maggior parte delle volte si usa l’assegno circolare.

L'assegno bancario è un titolo di credito attraverso il quale un soggetto (traente) ordina alla banca (trattario) di pagare al portatore legittimo del titolo (beneficiario) una somma di denaro esattamente determinata nel titolo stesso.

Questa è la definizione che troverai su wikipedia se deciderai di fare una ricerca da solo con il tuo smartphone e continua con la storia ( si, pure quello in pratica lo hanno inventato gli Antichi Romani) e poi sulle parti essenziali;

Requisiti per l'emissione

Di là da quelle relative ai requisiti formali del titolo, vi sono due condizioni sostanziali che devono sussistere affinché un assegno bancario risulti validamente emesso:

  • Il rapporto di provvista cioè la presenza di una sufficiente disponibilità (in termini di saldo attivo oppure di credito concesso dalla banca) del conto su cui l'assegno è tratto;
  • La convenzione di assegno, ovvero l'autorizzazione da parte della banca di emettere assegni.

Fisicamente, gli assegni bancari sono moduli compilabili, raccolti in libretti distribuiti dagli stessi enti bancari, nei quali si trovano già espressi, oltre alla denominazione e indirizzo della banca trattaria:

  • L'indicazione di 'assegno bancario';
  • L'ordine incondizionato di pagare.

Compete poi a chi emette l'assegno (traente) apporvi:

  • Data e luogo. Elementi importanti, in particolare, per il conteggio dei termini di presentazione (o di protesto) e conseguentemente, in caso di mancato pagamento, di quelli di efficacia dell'assegno come titolo esecutivo.
  • Importo da pagare, indicato in cifre e in lettere.
  • Nome del beneficiario.
  • Firma del traente, che deve essere autografa.

La banca deve rifiutare di pagare un assegno non emesso nel rispetto delle condizioni sostanziali e dei requisiti formali. Altrimenti non potrebbe validamente addebitarlo sul conto del traente.

(https://it.wikipedia.org/wiki/Assegno#:~:text=L'assegno%20bancario%20%C3%A8%20un,esattamente%20determinata%20nel%20titolo%20stesso.)




Si, mutuè, te vojo bene ma che sarebbe st’assegno?

ECCOTELO TIè, te presento l’assegno, o almeno la sua idea

 

Quello in foto è un fac simile ma riporta tutti i dati essenziali ed adesso ti spiego come si riempie e si firma.

Innanzitutto va scritto il luogo di dove si compila l’assegno ed in base a dove verrà incassato si parlerà su assegno su piazza ( ad esempio assegno scritto a Roma ed incassato a Roma) o fuori piazza ( scritto a Roma ed incassato a Milano).

Dopo aver scritto il luogo di dove stiamo “trattando” l’assegno si inserisce la data

a questo punto si inserisce la cifra a cui ammonta l’assegno comprensiva di centesimi ed espressa in numeri

Adesso la somma va scritta in lettere sulla parte centrale dell’assegno e dividendo i decimali sempre scritti a numero con una sbarra .

Non ci rimane che indicare chi ha titolo a riscuotere la somma, ovvero il beneficiario che nel nostro caso, visto che stiamo riempendo un assegno per una proposta di acquisto immobiliare è il venditore, ovvero l’intestatario dell’immobile.

Avremmo finito se stessimo facendo solo una prova, riempito cosi è solo un pezzo di carta, manca la cosa più importante per farlo diventare un vero e proprio tesoretto per l’intestatario, la FIRMA di chi è proprietario del conto corrente bancario sul quale verrà pagato.

ATTENZIONE, L’ASSEGNO LO PUò FIRMARE SOLO IL TITOLARE DEL CONTO O CHI NE HA AUTORIZZAZIONE DALLA BANCA, un eventuale cointestatario o delegato, altrimenti è nullo ma metterebbe comunque nei guai chi lo avesse firmato.

Adesso caro il mio giovincello sai come si riempie e si firma un assegno di conto corrente.

Ma i soldi sul conto ce li hai?

Si, la domanda sembra stupida, ma nella mia esperienza ventennale mi è capitato più di una volta di trovarmi in situazioni a dir poco imbarazzanti.

Alcuni ragazzi spalleggiati da quello che non si può definire un Agente immobiliare, ma si vestiva col cravattone ed era alle prime armi dovendo richiedere un mutuo per il 100% della somma hanno riempito e firmato in modo a dir poco leggero un assegno senza avere la reale disponibilità sul conto perchè rassicurati dall’abusivo di turno.

Ora, a dire il vero i soldi glieli avrebbero dati i genitori per pagare tutte le spese accessorie ma non erano fisicamente sul conto.

Il consulente ( tanti si fanno definire cosi perchè non essendo abilitati usano una parola che significa tutto e niente) una volta appresa la notizia della delibera da parte della banca ha consegnato l’assegno al venditore che ha messo subito all’incasso lo stesso.

Puoi solo immaginare le corse che hanno dovuto fare per non andare protestati e sistemare la situazione in poche ore, ma che non sarebbe stato possibile sanare se la banca fosse stata una banca totalmente online o se l’assegno fosse stato trattato dalla posta.

Quindi sei invitato ad avvalerti di professionisti seri e certificati innanzitutto e poi di staccare un assegno solo se hai i soldi sul conto per evitare serie conseguenze per una leggerezza.

SE hai intenzione di acquistare la tua casa e non aver sorprese ti consiglio di riempire il mio form che ti permette di essere aggornato e seguito in ogni fase del percorso di acquisto.

 

Ti consiglio di sbrigarti 3339888826 ASSISTENZA CLIENTI MUTUETTO  e nun ce pensi più

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La proposta di acquisto questa sconosciuta

 

Uno dei primi veri passi da percorrere per comprare la tua nuova casa è firmare una Proposta di Acquisto e staccare l’assegno di proposta che poi può diventare Caparra.

 

Vediamo di preciso in cosa consiste una Proposta di acquisto ed a cosa andiamo incontro.



 

Questo è quanto riportato sul sito www.notariato.it , noi andiamo ad approfondire gli aspetti che ai tecnici possono sembrare stupidi, ma a chi si avventura per la prima volta nel mondo immobiliare mette ansia.

 

Per comodità useremo come esempio un modulo redatto e depositato presso la camera di commercio di Milano della FIAIP (Federazione Italiana Agenti Immobiliari Professionali) che è la più grande federazione del settore immobiliare.

 

Innanzitutto devi sapere che i moduli per essere validi devono essere depositati ed approvati dalla Camera di Commercio.

 

Il modulo preso ad esempio da noi è composto da 4 pagine compresa la copertina che andiamo a vedere,

 

 

e riporta in prima pagina i dati dell’agente immobiliare che ritira la proposta.

 

Fai attenzione che se chi ritira la proposta non è regolarmente iscritto ed abilitato a svolgere le funzioni da AGENTE IMMOBILIARE, la proposta non è valida, quindi chiedi di verificare se chi ti propone l’affare sia un VERO AGENTE IMMOBILIARE o un traffichino.

 

Vediamo quali sono le i dati da inserire nella proposta e cosa significano per noi che intendiamo comprare.

 

Per prima cosa si inseriscono i dati di chi intende comprare o i suoi aventi causa (ad esempio quando la proposta la firma un genitore e poi la casa la comprerà il figlio).

 

 

 

Come si intuisce facilmente si inseriscono i dati del venditore, di chi firmerà la proposta, quelli dell’agente immobiliare . 

 

Poi seguono tutti i dati dell’immobile che si intende acquistare .

 

 

In questa parte si propone IRREVOCABILMENTE di acquistare, quindi ci si impegna per un tot di tempo ad acquistare, pena la perdita della somma scritta sull’assegno che si lascia a garanzia e, qualora dovesse essere accettata e noi ci tiriamo indietro, le provvigioni che spettano all’agente immobiliare.

 

Il diritto di compenso all’agente immobiliare sorge al momento in cui si viene a conoscenza dell’accettazione, alcuni comunicano l’avvenuta accettazione per mezzo di telegramma, altri con la pec o semplicemente facendo firmare un foglio di presa visione dell’accettazione in agenzia dal vivo.

 

Nella parte dedicata all’immobile si specificano anche eventuali pregiudizievoli di cui si è a conoscenza alla data della proposta.

 

Poi si stabilisce la data di consegna e le modalità ed il prezzo 

 

e come verrà corrisposto il prezzo al venditori, in quali tempi e modi.

 

 

In questo comma si stabilisce fino a quando la proposta sarà IRREVOCABILE , dopo quella data se non abbiamo la comunicazione dell’accettazione viene restituito l’assegno che lasciamo a garanzia della nostra volontà di acquistare.

 

Quello segnato con la freccetta è lo spazio dedicato alle clausole aggiuntive, spesso si usa per scrivere gli elementi sospensivi della proposta che possono essere una delibera di un Mutuo o la cancellazione di un’ipoteca oppure i tempi per cui l’acquirente e disposto ad attendere in caso di affrancazione o nulla osta per la vendita in caso di prelazione.

 

Spesso e volentieri si chiede di inserire la clausola sospensiva qualora si intende avvalersi di un mutuo, cosa che non sempre è vista favorevolmente, sia dal venditore che dall’agenzia immobiliare che deve tutelare entrambe le parti.

Ovviamente se ti fossi rivolto prima a me di www.mutuetto.it acquistando il mio servizio #BLINDAMUTUO il problema non esisterebbe, non sai cos'è #BLINDAMUTUO?

 

Cosa aspetti a contattarmi al centro assistenza clienti mutuetto 3339888826 o a riempire il form per essere richiamato.

 

In ultimo si appongono le firme e si attende che l’agente immobiliare faccia da mediatore per fare accettare la nostra proposta.

 



  

 

Attenzione, devi capire una cosa importantissima, la proposta è un inizio di trattativa; quindi è possibile che venga accettata cosi come è formulata, rigettata oppure che il venditore faccia una controproposta.

Una controproposta è una sorta di nuova proposta e tu sei libero di accettare o meno le condizioni stabilite dal venditore.

Se non ti soddisfano le sue condizioni puoi ritirarti e riprenderti l'assegno o compilare una nuova proposta dettata dalle tue esigenze.

A questo punto ti sono rimaste 2 cose da fare, la prima è aspettare la chiamata dell’agente immobiliare che ti convoca per l’accettazione o la controproposta del venditore, la seconda è riempire il form, riempire tutti i dati ed incontrarmi.

ps:se ancora devi iniziare a cercare chiamami subito e ti indirizzerò da un super agente immobiliare che ti seguirà in tutte le fasi con competenza, professionalità ed onestà, collaborando con tutte le agenzie penseranno loro a condurre le trattative per te e soprattutto a metterti al riparo da eventuali abusivi che prendono i soldi e scappano.

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